Sbagliare strada 

28 Giugno 2019

15 tappa: Boadilla del Camino- Carrilon des los Condes , 26 km, 38 gradi all’ombra (pochissima ombra sul tragitto)

Stamattina sono partita alle 6.15, decisamente troppo tardi per le temperature che erano previste oggi, ed ero lenta e stanca perché avevo dormito poco. Sapevo in partenza che avrei pagato questo ritardo. L’animale che mi saluta stamattina é una civetta che mi osserva curiosa. Oggi sembrava più facile perché ogni 5 km c’era un paesino. Arrivata a circa metà strada , faccio una bella pausa e mangio una bruschetta col pomodoro in un Albergue dove la gallina del giardino entra in confidenza con me, addirittura sedendosi in braccio. Ero immersa nuovamente nei miei pensieri quando sono ripartita , erano le 1230 e il sole picchiava forte . Comincio a camminare e ogni tanto controllo sulla app buencamino di stare sulla strada giusta. Ma non faccio caso al fatto che non ci sono frecce gialle in giro. Dopo circa 2,5 km faccio invece caso alla gente che mi fa segni strani …. stavo andando nella direzione sbagliata !!!!!! Solo che non me ne ero accorta perché era una variazione del tragitto dell’andata che io non avevo fatto e quindi stavo tornando indietro ma non me ne accorgevo perché la strada era diversa da quella che avevo fatto io . Quando mi sono resa conto di aver allungato di almeno 90 minuti la mia camminata stavo per scoppiare in  lacrime. Mi arrabbio con me stessa perché so il motivo per il quale ho sbagliato percorso: mentre camminavo non ho fatto che pensare ad un caro amico, una persona importante della mia vita. Riflessioni profonde che mi hanno trasportata ovunque facendomi perdere la cognizione del tempo e dello spazio, e per questo motivo non sono stata attenta al mio percorso.

40 min  per tornare al luogo precedente (gallina) e poi mi sono trascinata per 4 km al paesino successivo dove mi sono bevuta 2 radler uno di seguito all’altro e di nuovo lascio spazio a tutte le emozioni che necessitavano di uscire. Oggi sono veramente stremata. Fa veramente un caldo preoccupante , sono le 14 e l’hospitalero non ne vuole sentire di vedermi mettermi in marcia verso Carrilon a quell’ora con quel caldo e con tutti i km già macinati . Mi offre, anzi quasi mi impone, di fare gli ultimi km con la sua macchina, non dico di no. Mi accompagna ad un monastero di monache di clausura per passare la notte . In macchina mi dice di aver fatto 2 Cammini e d’estate va a fare il volontario negli Albergue.

Senza questi angeli il cammino non potrebbe esistere . Aggiunge “ il cammino sono io”, forse un po’ esaltato dal racconto. 

Anche Carrion ha le sue chiese con le cicogne , con i piccoli che aspettano ore sotto al sole cocente l’arrivo dei genitori , è uno spettacolo che mi commuove anche oggi . Ho comprato ago e filo per i miei piedi, visto che ormai le vesciche con questo caldo sono all’ordine del giorno. La sera ceno con Joe, so che non ci rivedremo più perché la sua tappa del giorno dopo sarà più lunga. Joe è una persona veramente saggia con la quale si ha l’impressione di arricchirsi solamente parlandoci. Mi racconta degli aneddoti sulla sua famiglia, e io a lui sulla mia. Alla fine ci auguriamo buen camino e ci promettiamo di rimanere in contatto. Un altro pezzo della mia famiglia del cammino che sono costretta a salutare (perché loro proseguono, mentre io sono quasi arrivata a destinazione).

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