Negreira-Olveiroa

La giornata di oggi è cominciata partendo dall’ostello alle sette. Da domani ricomincerò a partire alle sei, partire alle sette significa arrivare per me in un orario troppo tardo.Visto che l’ostello era un po’ fuori mano, ho cercato di ricollegarmi al cammino seguendo la mappa dell’applicazione, trovandomi però poi purtroppo di fronte a un cancello sbarrato . Cosa c’è di meglio se non farsi 1 km di cammino inutile già alle sette di mattina? La città di Negreira l’ho lasciata volentieri, in qualche modo ho trovato le persone scortesi, i locali inospitali, non so bene perché ma in qualche modo non era accogliente. Forse un caso. Uscita dalla città mi sono trovata subito in un bosco bellissimo, avendo deciso di percorrere il tragitto più lungo che però camminava lungo un fiume. Lo spettacolo è stato meraviglioso: ruscelli, cascate, un bosco incantato . Nel giro di poco tempo il percorso si è fatto anche in salita, e la salita è stato il leit-motiv di tutta la giornata. Ho cercato invano un posto dove fare colazione, e l’ho trovato solo dopo 8 km di faticaccia… Premetto che io la mattina prima di partire mi faccio il mio bel caffè liofilizzato con qualche biscottino, se no non riuscirei mai a tirare avanti così tanto. Arrivata finalmente all’ostello che offriva anche da mangiare, mi sono concessa il mio pane tostato con il pomodoro, la porzione oggi era veramente abbondante e buonissima. I miei compagni di viaggio hanno ordinato il famoso boccadillo e gli è arrivato un panino di circa 45 cm, una cosa mostruosa da mangiare che ti sazia fino a sera. È valsa però la pena di fare una colazione così abbondante perché il percorso è stato lungo e faticoso. Dopo la prima parte bellissima in mezzo ai boschi, ne è seguita una seconda con più asfalto, con pochissima ombra è una marea di stalle. Nella maggior parte di queste le mucche non erano legate, ma in alcune si. Mi sono fermata ad una stalla a salutare alcune di loro, è commovente gli occhi con cui ti guardano e la delicatezza con cui vengono ad annusare la tua mano, piene di timore ma anche di curiosità.
Ad un certo punto, ad un bar che sembrava più 1 oasi che un bar, ho conosciuto due pellegrini inglesi. Giustamente hanno fatto il cammino inglese e ora arrivano con noi a Finisterre. Hanno un modo curioso di curarsi i piedi, ossia camminano con due paia di calze, dicono che funziona. Gli ho chiesto come si sentono ora che devono affrontare due settimane di quarantena una volta tornati a casa la risposta è stata “mi dà un po’ di mal di testa”. Il loro ritmo di camminata é opposto al nostro, partono la mattina tra le 8 e le 12 e arrivano verso le 21. Chiacchierando si crea un curioso equivoco. Siamo seduti di fronte un piccolo cimitero e uno di loro mi chiede se ogni casa ha il proprio cimitero. Io gli dico che non lo so, ma che forse è possibile. Parlando però capisco che lui si riferisce ai famosi granai, tipici qui in tutta la Galizia. Gli spiego che quei granai sono per l’essiccazione del mais, ma lui capisce per l’essiccazione dei topi, visto che la pronuncia di mais in inglese è molto diversa da quella italiana. Praticamente lui stava immaginando granai pieni di topi essiccati, una specialità culinaria. Quando abbiamo capito l’equivoco avevamo le lacrime dal ridere. Dopo esserci rimessi in moto, abbiamo abbastanza sofferto il caldo, le salite, e i molti chilometri. Ad un bar di un campeggio mi è stato offerto un piattino di piselli caldi e pane per riprendermi, insieme alla bibita isotonica Acquarius che ormai bevo tutti giorni. Gli ultimi 4 km li ho fatti veramente con il solo aiuto della musica. Fortunatamente il dolore al tendine è passato, ma io per sicurezza spedirò lo zaino anche domani. Non voglio rischiare di rovinarmi le ultime due tappe. Dai soliti giornali italiani leggiamo notizie terroristiche sui casi di Covid in Spagna, confrontando con la stampa spagnola ovviamente la situazione è diversa. L’ostello è veramente confortevole un grande spazio per stendere i panni un giardino e un hospitalero super gentile con un menu del pellegrino da fare invidia a un ristorante a cinque stelle. Con 10 € mangi tantissimo e ti passa la paura. Domattina voglio partire di nuovo presto, destinazione Muxia. Posso solo sperare che le mosche e le zanzare, che da ieri notte abbondano nelle stanze, questa notte mi diano una tregua… Temo di no…

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